The story of The Janiculum cannon · 3 min · Italiano

Lo sparo del mezzogiorno: il battito del cuore di Roma dal Gianicolo

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The story

Benvenuti in uno dei luoghi più spettacolari e amati di Roma. Vi trovate sulla terrazza del Gianicolo, precisamente nel Piazzale Giuseppe Garibaldi. Prendetevi un momento per guardare oltre il parapetto: sotto di voi, la Città Eterna si stende come un tappeto di storia, punteggiato dalle cupole del Pantheon e di San Pietro, dai tetti color ocra e dal nastro d’argento del Tevere.

Ma se siete qui intorno a mezzogiorno, noterete che l'atmosfera sta per cambiare. Proprio sotto il belvedere, ai piedi della maestosa statua equestre di Garibaldi che domina la piazza, si trova un cannone. Non è un reperto da museo, ma uno strumento vivo che ogni singolo giorno, con precisione chirurgica, segna il ritmo della capitale.

Questa tradizione non è nata per scopi bellici, ma per una necessità molto pratica. Tutto ebbe inizio nel 1847, per volere di Papa Pio IX. In quell'epoca, le campane delle innumerevoli chiese romane suonavano ognuna a un orario leggermente diverso, creando una gran confusione su quale fosse l'ora esatta.

Il Papa decise quindi di istituire un segnale unico e potente che coordinasse tutti i campanili della città. Inizialmente, il cannone si trovava a Castel Sant'Angelo. Successivamente fu spostato a Monte Mario, per poi trovare la sua dimora definitiva qui, sul Gianicolo, il 24 gennaio 1904.

Se osservate bene, vedrete arrivare una pattuglia di soldati dell'Esercito Italiano. Con gesti rituali e solenni, caricano il pezzo d'artiglieria, un obice da 105 millimetri, con un colpo a salve. Mentre l'orologio si avvicina alle dodici, il silenzio inizia a scendere sulla folla di turisti e romani curiosi.

È un momento di attesa elettrica. Poi, all'improvviso, il comando: "Fuoco!" Un boato secco squarcia l’aria, seguito da una nuvola di fumo bianco che si disperde nel vento.

Nei giorni più limpidi e silenziosi, l'eco di questo sparo rotola giù per il colle, attraversa Trastevere e arriva fino all'Esquilino. È il battito cardiaco di Roma, un segnale che dice a tutti: "È mezzogiorno". C'è qualcosa di magico in questo rito.

Nonostante la tecnologia moderna, Roma sceglie ancora di affidarsi alla forza primordiale della polvere da sparo per confermare il suo tempo. Dopo lo sparo, vi consiglio di passeggiare verso la statua di Anita Garibaldi poco distante, o di godervi semplicemente il panorama. Sentite come le campane delle chiese iniziano a rispondere al cannone?

È un dialogo secolare tra lo Stato e la Chiesa, tra la storia militare e quella religiosa, che continua a ripetersi, giorno dopo giorno, nel cielo sopra la città più bella del mondo.

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