The story of The Piombi cells of Palazzo Ducale, Venice, Italy · 3 min · Italiano

Le Prigioni dei Piombi: Ombre e Sospiri nel Cuore di Venezia

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The story

Benvenuti nel cuore segreto e inquietante del potere veneziano. Mentre lasciate alle vostre spalle la magnificenza dorata della Sala del Maggior Consiglio, sentite l’aria farsi più densa e il soffitto abbassarsi quasi a voler schiacciare i vostri pensieri. Vi trovate nei Piombi, le leggendarie prigioni situate proprio sotto il tetto di Palazzo Ducale.

Il nome non è frutto di fantasia: deriva dalle enormi lastre di piombo che rivestono il tetto sopra di noi. Questi spazi non erano destinati ai criminali comuni, ma ai prigionieri politici, agli accusati di reati contro lo Stato o a chi attendeva il giudizio del temibile Consiglio dei Dieci. Provate a immaginare, per un istante, di essere rinchiusi qui nel pieno di un’estate veneziana.

Il piombo assorbe il calore del sole senza tregua, trasformando queste piccole celle in forni soffocanti. Al contrario, d’inverno, il freddo umido della laguna penetra nelle ossa attraverso le fessure del legno. Le pareti che vedete intorno a voi sono rivestite di spesse assi di larice, una scelta non estetica ma punitiva, pensata per isolare i detenuti dal resto del mondo e impedire loro di scavare tunnel verso l’esterno.

Camminando lungo questi stretti corridoi, è impossibile non pensare all'ospite più celebre di queste mura: Giacomo Casanova. Il grande seduttore e avventuriero fu rinchiuso qui nel luglio del 1755, accusato di "impurità" e possesso di libri proibiti. La sua cella era talmente bassa che non riusciva nemmeno a stare dritto.

Eppure, proprio da questo labirinto apparentemente inespugnabile, Casanova mise in atto l'evasione più famosa della storia. Nella notte tra il 31 ottobre e il primo novembre del 1756, con l’aiuto di un frate rinchiuso nella cella vicina, riuscì a perforare il tetto, arrampicarsi sulle lastre di piombo e rientrare nel palazzo attraverso un abbaino, arrivando persino a farsi aprire la porta principale da un custode che lo confuse con un magistrato rimasto chiuso dentro. Mentre osservate le piccole inferriate, notate come la luce arrivi qui filtrata, stanca, quasi timida.

Era l'unica connessione con la vita vibrante che scorreva pochi metri più in basso, tra i mercanti di Piazza San Marco e le gondole nel bacino. I Piombi rappresentano l'altra faccia della Serenissima: non quella della giustizia illuminata e del commercio, ma quella della sorveglianza spietata e del segreto di Stato. Prima di proseguire verso il Ponte dei Sospiri, fermatevi un momento in silenzio.

Forse, tra lo scricchiolio del legno antico, potrete ancora sentire l’eco dei sospiri di chi, guardando queste pareti, sognava la libertà tra le nebbie della laguna.

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