The story of the Stadium of Domitian beneath Piazza Navona, Rome, · 3 min · Italiano

Sotto il cuore di Roma: Il leggendario Stadio di Domiziano

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The story

Benvenuti. Siete pronti a compiere un viaggio nel tempo, lasciandovi alle spalle la luce abbagliante e il vocio di Piazza Navona? Mentre scendiamo questi gradini, l'aria si fa improvvisamente più fresca e il rumore della città moderna svanisce, sostituito dal silenzio solenne della storia.

Ci troviamo a circa cinque metri sotto il livello stradale, nel ventre di Roma, dove riposano i resti dello straordinario Stadio di Domiziano. Guardatevi intorno. Questi pilastri massicci in travertino e queste mura in mattoni non sono semplici rovine, ma le fondamenta di un mondo scomparso.

Inaugurato nell'86 dopo Cristo dall'imperatore Domiziano, questo non era un luogo per gladiatori o battaglie navali come il Colosseo. Questo era il tempio degli "Agones", i giochi atletici alla greca. Qui, trentamila spettatori si accalcavano per ammirare atleti che si sfidavano nella corsa, nel salto, nel lancio del disco e nel pancrazio, una forma di lotta antica e brutale.

Provate a immaginare l'atmosfera dell'epoca. Le pareti che oggi vedete spoglie erano un tempo rivestite di marmi preziosi e ornate da statue di eroi e divinità. Il fumo delle torce illuminava i corridoi e l'odore dell'olio d'oliva, usato dagli atleti per massaggiarsi i muscoli, riempiva l'aria.

È proprio dal termine greco "Agone" che deriva il nome attuale della piazza soprastante: nei secoli, la locuzione "in agone" si è trasformata nel dialettale "n'agone", fino a diventare "Navona". C’è un legame profondo tra questo luogo e la fede. Tra questi archi oscuri, secondo la tradizione, avvenne il martirio della giovanissima Agnese.

Si racconta che, esposta nuda come punizione, i suoi capelli crebbero miracolosamente in un istante per coprirne la modestia. Oggi, la splendida chiesa di Sant'Agnese in Agone, opera del Borromini, sorge esattamente sopra uno dei settori delle gradinate che state osservando. Con la caduta dell'Impero, lo stadio non fu distrutto, ma lentamente trasformato.

I suoi fornici divennero botteghe, stalle e infine fondamenta per i palazzi nobiliari che oggi circondano la piazza. Piazza Navona non è altro che il "calco" perfetto dell'arena imperiale; la sua forma allungata ed elegante è il dono che l'imperatore Domiziano ha fatto alla Roma moderna. Mentre proseguite il vostro cammino tra queste possenti arcate, osservate i dettagli delle murature e i frammenti di sculture ritrovati durante gli scavi.

Ogni pietra qui ha una voce. Quando risalirete in superficie e tornerete a camminare tra i pittori e i turisti della piazza, guardate a terra: saprete che sotto ogni vostro passo vibra ancora l'eco degli applausi di duemila anni fa. Buon proseguimento nel cuore segreto di Roma.

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