The story
Benvenuti in uno degli angoli più autentici e carichi di mistero di tutta Venezia. Ci troviamo nel sestiere di Cannaregio, in un luogo dove il tempo sembra essersi cristallizzato tra il rosso dei mattoni e il verde cupo dei canali. Siete nel Campo dei Mori.
Guardatevi attorno con attenzione. Notate quelle figure umane, un po’ goffe e consumate dal tempo, incastonate negli angoli degli edifici? Sono i fratelli Mastelli: Rioba, Sandi e Afani.
Questi tre mercanti arrivarono a Venezia nel 1112 dalla Morea, l'odierno Peloponneso, ed è proprio da questa regione che deriva il nome del campo. Ma non fatevi ingannare dalla loro posa solenne. La leggenda racconta che non fossero esattamente dei modelli di virtù.
Si dice che i Mastelli fossero avidi, astuti e pronti a tutto pur di arricchirsi. La loro caduta avvenne quando tentarono di truffare una ricca signora veneziana, vendendole tessuti di scarsa qualità a prezzi astronomici. La donna, accortasi dell'inganno, invocò la giustizia divina maledicendo il denaro che stava consegnando loro.
Nel momento stesso in cui le monete toccarono le mani dei mercanti, Rioba e i suoi fratelli si trasformarono istantaneamente in statue di pietra. Il protagonista assoluto della piazza è Sior Antonio Rioba, situato proprio sull'angolo del campo. Lo riconoscerete facilmente per un dettaglio bizzarro: il suo enorme naso di ferro.
Il naso originale di pietra si staccò nell'Ottocento e i veneziani, con il loro tipico spirito pratico e ironico, lo sostituirono con un pezzo di metallo. È diventata una tradizione locale: toccare il naso di Rioba porta fortuna. Fatelo anche voi, ma fate attenzione alla sua espressione severa, come se stesse ancora rimuginando sui suoi affari andati male.
Pochi passi più avanti, lungo la fondamenta, potrete scorgere il quarto "moro", il servitore che porta i bagagli, e la splendida facciata di Palazzo Mastelli. Guardate in alto, verso il primo piano: vedrete un bassorilievo che raffigura un cammello carico di mercanzie. È per questo che il palazzo è conosciuto dai veneziani come il Palazzo del Cammello, un omaggio nostalgico alle terre d'Oriente da cui i fratelli provenivano.
Questo campo non è solo un museo a cielo aperto, ma un crocevia di storie. A pochi metri da qui visse e lavorò il grande pittore Tintoretto. Mentre camminate, lasciate che il silenzio di questo spazio vi avvolga.
Immaginate le grida dei mercanti, il profumo delle spezie che arrivavano dal mare e il rumore dei soldi che, secoli fa, trasformarono tre uomini in leggende di pietra. Godetevi la quiete di Cannaregio, il segreto meglio custodito della laguna.