The story
Benvenuti in uno dei luoghi più suggestivi e carichi di storia di Verona. Se vi guardate intorno, sentirete subito che l’atmosfera qui è diversa, sospesa tra l’eco dei secoli e lo scorrere eterno dell’acqua. Siamo sulla sponda sinistra dell’Adige, proprio ai piedi del Colle San Pietro.
Davanti a voi si apre quello che, oltre duemila anni fa, era il cuore pulsante dello spettacolo e della vita sociale romana. Molti visitatori corrono subito verso l’Arena, attratti dalla sua maestosità, ma è qui, in questo emiciclo di pietra baciato dal sole, che si nasconde l'anima più antica della città. Costruito alla fine del primo secolo avanti Cristo, durante l’epoca di Augusto, il Teatro Romano è molto più vecchio dell'Arena stessa.
Immaginate la scena dell'epoca: i cittadini veronesi che attraversavano il fiume sul vicino Ponte Pietra, l'unico ponte romano rimasto oggi in città, per venire qui a godersi commedie, mimi e tragedie. Il mormorio dell'Adige non era solo uno sfondo, ma faceva parte integrante della colonna sonora naturale di ogni rappresentazione. Osservate la struttura della cavea, i gradoni semicircolari che risalgono la collina.
Non è una costruzione isolata, ma un incredibile capolavoro di ingegneria che sfrutta il pendio naturale del colle. Ma la storia di questo luogo è fatta anche di lunghi silenzi e incredibili rinascite. Per secoli, il teatro è rimasto letteralmente sepolto, nascosto alla vista.
Sopra le sue pietre vennero costruite case, conventi e persino una chiesa, quella di San Siro e Libera, che potete vedere ancora oggi, coraggiosamente incastonata tra le gradinate superiori. Dobbiamo la rinascita di questo gioiello alla passione di un uomo dell'Ottocento, Andrea Monga. Era un facoltoso commerciante che, innamorato dell'archeologia, decise di comprare l'intera area, demolendo a proprie spese le abitazioni che coprivano i resti romani per riportarli finalmente alla luce.
È grazie alla sua determinazione se oggi possiamo ammirare la precisione di questi marmi. Mentre camminate, provate a immaginare l'orchestra e la grandiosa scena che un tempo chiudeva il teatro verso il fiume. Ma non limitatevi a guardare le rovine come oggetti inerti.
Ogni estate, da decenni, questo spazio torna prepotentemente a vivere con l'Estate Teatrale Veronese. Le voci degli attori che interpretano i drammi di Shakespeare o le note dei festival jazz risuonano contro queste pareti millenarie, creando un ponte invisibile che unisce il tempo degli imperatori al nostro presente. Prima di salire verso il Museo Archeologico, ospitato nell’ex convento dei Gesuati che sovrasta il teatro, fermatevi un istante sull’ultimo gradone accessibile.
Volgetevi verso la città: Verona si distende ai vostri piedi con i suoi tetti di terracotta rossa e i campanili che sembrano toccare il cielo. È, quasi identica, la stessa vista che ammiravano gli spettatori romani tra un atto e l’altro. Lasciate che il vento che sale dal fiume vi racconti le loro storie, e proseguite il vostro viaggio verso la cima, dove la bellezza di Verona si rivela in tutta la sua eterna eleganza.