The story
Benvenuti in uno dei segreti meglio custoditi di Venezia. Se siete arrivati fin qui, nel cuore del sestiere di San Marco, significa che avete abbandonato per un istante le rotte più battute per addentrarvi nel labirinto di calli che circondano Campo Manin. Davanti a voi, racchiusa in quella che i veneziani chiamano Corte del Maltese, sorge una struttura che sembra uscita da un libro di fiabe o da un sogno di Escher: la Scala Contarini del Bovolo.
Fermatevi un momento e lasciate che lo sguardo risalga questa incredibile torre cilindrica. Notate come il rosso dei mattoni faccia risaltare il candore della pietra d’Istria. Questa è una Venezia diversa, che non si affaccia sui grandi canali, ma si nasconde per stupire chi ha la pazienza di cercarla.
Fu costruita alla fine del Quattrocento per volere di Pietro Contarini, un nobile che voleva nobilitare la facciata del palazzo di famiglia, un edificio gotico piuttosto austero, aggiungendo un tocco di stravaganza e prestigio. Il termine bovolo, in dialetto veneziano, significa chiocciola. E non serve molto sforzo per capire il perché: la scala si avvita su se stessa con una serie di logge sovrapposte, decorate da archi a tutto sesto che seguono la pendenza della salita.
È un mirabile esempio di transizione architettonica, dove il fascino del tardo gotico veneziano incontra l’armonia del primo Rinascimento. Si dice che l’architetto, probabilmente Giovanni Candi, volesse creare qualcosa che fosse al tempo stesso una scala e un belvedere, una sfida alla gravità e allo spazio ristretto della corte. C’è una leggenda locale, un po’ maliziosa, che racconta di come Pietro Contarini avesse fatto costruire questa scala per poter salire ai suoi appartamenti privati direttamente a cavallo.
Sebbene sia poco probabile, la storia aggiunge un velo di mistero a questo luogo. Ciò che è certo è che la famiglia Contarini, da quel momento in poi, venne soprannominata proprio dal Bovolo, per distinguersi dagli altri rami della numerosa dinastia. Se decidete di salire i suoi ottanta gradini, sentirete il respiro di Venezia cambiare.
Man mano che guadagnate altezza, la prospettiva sui tetti circostanti si apre. Arrivati alla cupola finale, la vista è mozzafiato: un mare di tegole rosse interrotto solo dalle cupole della Basilica di San Marco e dall’imponente mole del Campanile. Da qui su, i rumori della città arrivano ovattati, e sembra quasi di poter toccare il cielo sopra la laguna.
La Scala del Bovolo non è solo un’opera d’ingegno, è il simbolo di una Venezia che ama nascondere i suoi tesori più preziosi proprio dietro l’angolo di una calle buia, pronta a rivelarsi in tutta la sua vertiginosa bellezza.