The story
Benvenuti nel cuore pulsante di Bologna, esattamente nel punto in cui le antiche strade medievali sembrano convergere per rendere omaggio a due giganti di pietra. Fermatevi un istante in Piazza di Porta Ravegnana e alzate lo sguardo verso l’alto. Davanti a voi si stagliano le Due Torri, il simbolo indiscusso di questa città grassa, dotta e rossa.
Immaginate di tornare indietro nel tempo, al dodicesimo secolo, quando Bologna somigliava a una sorta di Manhattan medievale. Si dice che all'epoca il profilo della città fosse punteggiato da oltre cento torri, simboli di potere, ricchezza e difesa delle famiglie nobiliari. La torre più alta che vedete, quella che sembra sfidare le nuvole, è la Torre degli Asinelli.
Costruita tra il 1109 e il 1119, raggiunge l’impressionante altezza di novantasette metri. Se vi sentite in forma e non soffrite di vertigini, i suoi 498 gradini di legno vi porteranno a una vista che toglie il fiato, dove i tetti rosso mattone della città si stendono come un tappeto fino ai colli. Ma attenzione, se siete studenti dell'Università di Bologna, la leggenda locale parla chiaro: non salite sulla torre prima della laurea, o rischiate di non finire mai i vostri studi.
C'è anche una storia romantica legata al suo nome: si racconta di un giovane povero che, grazie al ritrovamento di un tesoro da parte dei suoi asinelli, riuscì a costruire la torre per ottenere la mano della figlia di un nobile. Accanto alla maestosa Asinelli, noterete la sua compagna più bassa e vistosamente inclinata: la Garisenda. Originariamente era molto più alta, ma nel quattordicesimo secolo dovette essere tagliata drasticamente, portata agli attuali quarantotto metri, perché il terreno cedevole la stava facendo pendere pericolosamente.
La sua inclinazione è così celebre che persino Dante Alighieri ne rimase folgorato, citandola nella Divina Commedia paragonandola al gigante Anteo che si china. Osservate come queste due strutture, pur diverse tra loro, formino un equilibrio unico. Esse hanno resistito a incendi, fulmini e persino ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.
Oggi, passeggiando sotto la loro ombra, sentirete l’odore del ragù che esce dalle trattorie vicine e il chiacchiericcio degli studenti. Le torri non sono solo monumenti, sono le sentinelle della vita bolognese, un punto di riferimento che vi ricorderà sempre dove vi trovate. Mentre proseguite il vostro cammino tra i portici, voltatevi indietro un’ultima volta e lasciate che la loro silhouette vi racconti la storia di una città che, pur restando coi piedi ben piantati nel passato, ha sempre puntato dritto al cielo.