The story
Benvenuti a Torino. Fermatevi per un istante qui, proprio all'estremità di Piazza Vittorio Veneto, dove l'ordinata geometria dei portici sabaudi sembra aprirsi per abbracciare il corso del fiume Po. Davanti a voi, oltre le arcate massicce del Ponte Vittorio Emanuele I, si staglia una delle immagini più iconiche e affascinanti dell'intera città: la Chiesa della Gran Madre di Dio.
Osservate la sua sagoma. Con quel maestoso colonnato e la cupola imponente, vi ricorderà sicuramente il Pantheon di Roma. Non è un caso.
L’architetto Ferdinando Bonsignore, all'inizio dell'Ottocento, volle proprio richiamare quella perfezione classica per celebrare un momento di svolta. Questa chiesa non nacque solo per fini religiosi, ma come un monumentale "bentornato". Fu costruita per commemorare il ritorno del re Vittorio Emanuele I di Savoia a Torino nel 1814, dopo la caduta di Napoleone e la fine dell'occupazione francese.
Se guardate bene l'iscrizione sul frontone, leggerete: "ORDO POPULUSQUE TAURINUS OB ADVENTUM REGIS", a testimonianza del legame profondo tra la dinastia regnante e il suo popolo. Mentre iniziate ad attraversare il ponte, lasciate che lo sguardo scivoli sulle acque del Po. Sentite come l'atmosfera cambia non appena ci si avvicina alla sponda destra, quella della collina.
Torino è una città dai mille volti, e la Gran Madre ne rappresenta il cuore spirituale, ma anche quello più enigmatico. Ai piedi della scalinata, sarete accolti da due imponenti statue di marmo che rappresentano la Religione e la Fede. È proprio qui che la storia si fonde indissolubilmente con la leggenda.
Guardate con attenzione la statua della Fede, sulla vostra sinistra. Tiene in mano un calice e solleva lo sguardo verso il cielo. Secondo gli appassionati di esoterismo, Torino è uno dei vertici del triangolo mondiale della magia bianca, e la Gran Madre ne sarebbe il fulcro.
La leggenda narra che il Sacro Graal, il calice dell'ultima cena, sia nascosto proprio a Torino, e che lo sguardo magnetico della statua della Fede indichi il punto esatto in cui cercarlo, forse verso la Mole Antonelliana o verso i sotterranei della città stessa. Una volta saliti i gradini, prima di entrare nel silenzio dell'aula circolare, voltatevi. La prospettiva da qui è unica: vedrete la città distendersi dritta lungo Via Po, con le montagne innevate che spesso fanno da cornice sullo sfondo.
All'interno, la chiesa vi avvolgerà con la sua sobrietà neoclassica, invitandovi a un momento di pace lontano dal brusio cittadino. La Gran Madre non è solo un edificio, è il punto di giunzione tra la Torino razionale e quella del mito. Godetevi questa soglia tra il fiume e la collina, lasciando che il mistero di questo luogo vi accompagni nel resto del vostro cammino.