The story of Museo Egizio, Turin, Italy · 3 min · Italiano

Torino e il Nilo: Un Viaggio Millenario al Museo Egizio

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The story

Benvenuti nel cuore pulsante di Torino. Vi trovate davanti all’imponente Palazzo dell'Accademia delle Scienze, un capolavoro barocco del diciassettesimo secolo che nasconde, tra le sue spesse mura di mattoni, un segreto millenario. Varcando questa soglia, vi apprestate a lasciare le vette delle Alpi per ritrovarvi, d’incanto, lungo le sponde del Nilo.

Il Museo Egizio di Torino non è solo un’esposizione di reperti; è il più antico museo del mondo dedicato interamente alla cultura nilotica, fondato nel 1824, ed è considerato, per valore e quantità dei pezzi, secondo solo a quello del Cairo. Jean-François Champollion, l'uomo che decifrò i geroglifici, disse una volta che la strada per Menfi e Tebe passava inevitabilmente da Torino. Questa avventura iniziò con Bernardino Drovetti, un console piemontese che, al seguito delle campagne napoleoniche, raccolse migliaia di antichità.

Fu il re Carlo Felice ad acquistare la sua collezione, dando vita a questo miracolo culturale nel cuore del Piemonte. Immaginate ora di camminare attraverso la spettacolare Galleria dei Re. Grazie all'allestimento scenografico del premio Oscar Dante Ferretti, le luci sono soffuse e giocano con gli specchi, facendo sembrare le colossali statue di granito nero esseri viventi che vi osservano dal profondo dei secoli.

Qui domina la figura di Ramses II, seduto sul suo trono con una maestà che toglie il fiato. La perfezione dei lineamenti e la lucentezza della pietra vi faranno dimenticare che sono passati più di tremila anni. Ma l'antico Egitto non era fatto solo di faraoni e divinità.

Salendo ai piani superiori, farete la conoscenza di Kha e Merit. Lui era un architetto reale, lei sua moglie. La loro tomba fu ritrovata intatta nel 1906 dall'archeologo Ernesto Schiaparelli.

In questa sezione il tempo sembra essersi fermato: non vedrete solo preziosi sarcofagi, ma oggetti della vita quotidiana che rendono quegli antichi abitanti incredibilmente vicini a noi. Troverete biancheria di lino finemente tessuta, parrucche, strumenti di misura e persino resti di cibo preparato per il viaggio nell'aldilà. È un'intimità che commuove, un ponte diretto tra la nostra epoca e la loro ricerca di immortalità.

Prima di concludere il vostro percorso, cercate il Tempio di Ellesyia. È una piccola perla incastonata nel museo, un dono del governo egiziano all'Italia per aver contribuito a salvare i monumenti della Nubia durante la costruzione della diga di Assuan. Fu smontato blocco dopo blocco e ricostruito qui, per restare eterno testimone di gratitudine.

Mentre proseguite la vostra passeggiata tra i papiri e le mummie, lasciatevi avvolgere dal silenzio rispettoso delle sale. Torino ha saputo custodire questo tesoro con un amore che dura da due secoli. Quando uscirete di nuovo alla luce del sole piemontese, tra le piazze eleganti e i portici, porterete con voi un po’ di quella polvere dorata del deserto che rende questa città una delle capitali mondiali del mistero e della bellezza antica.

Buon viaggio tra le ombre dei faraoni.

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