The story
Benvenuti nel cuore pulsante di Firenze, in un angolo dove la storia si intreccia indissolubilmente con la superstizione e la vita quotidiana. Vi trovate davanti alla Loggia del Mercato Nuovo, ma per tutti i fiorentini e i viaggiatori di ogni epoca, questo luogo ha un solo protagonista indiscusso: il Porcellino. Avvicinatevi e guardatelo bene.
Nonostante il nome affettuoso, noterete subito che non si tratta affatto di un maialino, ma di un maestoso cinghiale in bronzo, colto in un momento di riposo, quasi fosse pronto a scattare tra la folla. Questa splendida scultura è opera di Pietro Tacca, il miglior allievo di Giambologna, che la fuse intorno al 1633. Tacca riuscì a infondere nel metallo una vitalità incredibile, trasformando un pezzo di bronzo in una creatura che sembra quasi respirare tra le bancarelle di pelletteria che ci circondano.
Ma perché tutti si accalcano intorno a lui? Osservate il suo muso. Vedete come brilla, lucido e dorato, in netto contrasto con il resto del corpo scuro?
Questo è il risultato di milioni di mani che, nel corso dei secoli, lo hanno accarezzato. La tradizione popolare dice che strofinare il naso del Porcellino porti fortuna, ma se volete davvero che il vostro desiderio si avveri, c’è un rituale preciso da seguire. Prendete una monetina e appoggiatela nella bocca del cinghiale.
Ora, lasciatela cadere. Se la moneta scivola oltre la grata dove cade l’acqua, la fortuna sarà dalla vostra parte e il vostro ritorno a Firenze è garantito. Se invece rimane incastrata...
beh, potreste aver bisogno di un altro tentativo! Non è solo un gioco: i soldi raccolti dalla fontana vengono donati da secoli per sostenere le opere di carità della città. Mentre aspettate il vostro turno, abbassate lo sguardo sulla base della statua.
È un microcosmo brulicante di vita. Tacca ha scolpito con estrema precisione piante palustri, anfibi e piccoli rettili che popolano gli stagni, un omaggio alla natura che circondava la città. Prima di proseguire, lanciate uno sguardo al pavimento sotto la loggia.
Cercate un cerchio di marmo bicolore: è la Pietra dello Scandalo. Qui, nell’antica Firenze, venivano puniti i commercianti insolventi, un monito che ci ricorda come questo luogo non sia solo un set fotografico, ma il centro del commercio cittadino da oltre cinquecento anni. Oggi il Porcellino è circondato dai profumi intensi del cuoio toscano e dalle voci dei mercanti.
È un simbolo che ha ispirato persino Hans Christian Andersen, che gli dedicò una delle sue fiabe. Prima di allontanarvi, fate un ultimo saluto a questo vecchio amico di bronzo. Che abbiate ottenuto la sua benedizione o meno, il fascino di questa piazza resterà con voi molto a lungo.