The story
Benvenuti ad Assisi, in un luogo dove la pietra sembra respirare e la storia si fonde con la spiritualità più profonda. Vi trovate davanti alla Basilica di San Francesco, un capolavoro che sfida le leggi della gravità e del tempo. Guardate questa struttura imponente che domina la valle.
È strano pensare che questo sperone di roccia, prima della costruzione, fosse chiamato il Colle dell’Inferno perché qui avvenivano le esecuzioni capitali. Oggi, lo conosciamo tutti come il Colle del Paradiso. Mentre vi avvicinate, noterete che la Basilica è composta da due chiese sovrapposte.
Entriamo prima nella Basilica Inferiore. Appena varcata la soglia, sarete avvolti da una penombra mistica. L’aria è più fresca, le volte sono basse e pesanti, quasi a voler simboleggiare la vita terrena e di penitenza di Francesco.
Osservate gli affreschi che decorano ogni centimetro di queste pareti: qui hanno lavorato i più grandi maestri del Medioevo, da Simone Martini a Giotto. Ma non fermatevi troppo a lungo, perché il vero cuore pulsante ci aspetta più in basso. Scendiamo ora le scale verso la cripta.
Noterete come il chiasso del mondo esterno svanisca in un silenzio assoluto. Qui, nel 1818, dopo cinquantadue notti di scavi segreti, fu ritrovato il corpo del Santo. Per secoli, la sua collocazione esatta era rimasta un mistero, nascosta per proteggere le spoglie dai saccheggiatori di reliquie.
Davanti a voi vedrete il sarcofago in pietra grezza, racchiuso da una grata di ferro. Non ci sono ori o gioielli, solo la nuda roccia. È un luogo di una potenza incredibile: ai quattro angoli della cripta riposano i suoi compagni più fedeli, i frati Leone, Angelo, Masseo e Ruffino, che hanno voluto restare accanto al loro amico anche nell'eternità.
Dopo aver respirato questa pace, risaliamo verso la Basilica Superiore. Il contrasto è mozzafiato. Se la parte inferiore era il regno dell’ombra, qui regna la luce.
Le ampie vetrate gotiche illuminano lo spazio e le pareti raccontano, come in un enorme libro illustrato, le ventotto scene della vita di Francesco dipinte da Giotto. Guardate Francesco che parla agli uccelli o che dona il suo mantello a un povero. È qui che è nata la lingua italiana dell'arte, con figure che sembrano vive, capaci di provare emozioni umane.
Prima di concludere la vostra visita, uscite sul piazzale superiore e lasciate che lo sguardo spazi sulla valle umbra. In questo luogo, tra la solidità della pietra e la leggerezza degli affreschi, Francesco continua a inviare il suo messaggio di pace. Assaporate questo istante: siete nel luogo dove la terra ha davvero incontrato il cielo.