The story
Benvenuti nel vero ombelico di Palermo. Fermatevi per un istante proprio qui, nel punto esatto in cui le due arterie principali della città, Via Vittorio Emanuele e Via Maqueda, si incrociano. Siete al centro di un ottagono monumentale, un abbraccio di pietra che i palermitani chiamano affettuosamente I Quattro Canti, anche se il suo nome ufficiale sarebbe Piazza Villena.
Guardatevi intorno. Non sembra di essere all'interno di una sala da ballo nobiliare rimasta senza soffitto? Questo luogo è conosciuto anche come il Teatro del Sole.
Il motivo è affascinante: grazie alla particolare curvatura delle facciate e alla loro orientazione, durante l’arco della giornata c’è sempre almeno uno dei quattro canti illuminato dalla luce solare. È un gioco di ombre e riflessi che dura da oltre quattro secoli, da quando, nel milleseicentootto, il viceré spagnolo, il marchese di Villena, decise di trasformare questo incrocio nel manifesto del barocco siciliano. Osserviamo insieme le quattro spettacolari facciate concave.
Sono state concepite come un libro di pietra diviso in tre livelli, che si legge dal basso verso l’alto. Partiamo dal livello stradale, dove l’acqua scorre dolcemente. Qui troviamo le quattro fontane che rappresentano le stagioni.
Ogni statua ha i suoi simboli: i fiori per la primavera, le spighe per l’estate, i grappoli d’uva per l’autunno e il fuoco per l’inverno. Rappresentano il ciclo della vita e la fertilità della terra siciliana. Alzate ora lo sguardo al secondo livello.
Qui, nelle nicchie centrali, svettano i re spagnoli che hanno governato l’isola: Carlo Quinto, Filippo Secondo, Filippo Terzo e Filippo Quarto. Sono i simboli del potere temporale, immobili testimoni della storia imperiale che ha plasmato il volto della città nel Seicento. Infine, guardate verso il cielo, verso il terzo e ultimo livello.
Qui troviamo le quattro patrone storiche di Palermo: Santa Cristina, Santa Ninfa, Sant'Oliva e Sant'Agata. Prima che il culto di Santa Rosalia diventasse predominante, erano loro a vegliare sui quattro mandamenti, ovvero i quartieri storici che si dipartono da questo incrocio: l’Albergheria, il Capo, la Loggia e la Kalsa. Sopra di loro, gli stemmi reali e vicereali chiudono la decorazione, quasi a voler toccare l’azzurro del cielo siciliano.
Mentre sentite il rumore della città intorno a voi, immaginate le carrozze che un tempo sfrecciavano qui e i nobili che si affacciavano dai balconi circostanti. I Quattro Canti non sono solo un capolavoro architettonico, sono il punto di partenza per ogni esplorazione. Da questo incrocio magico, ogni direzione vi porterà verso un segreto diverso.
Che decidiate di camminare verso il mare o verso la maestosa Cattedrale, ricordate che siete nel cuore pulsante di una città che non smette mai di incantare. Buona passeggiata.