The story
Fermatevi un istante qui, al numero 26 di Via Maggio, nel cuore pulsante dell’Oltrarno fiorentino. Alzate lo sguardo e lasciate che i vostri occhi percorrano le decorazioni a graffito che rivestono interamente la facciata di questo palazzo. Siete di fronte a uno dei luoghi più carichi di fascino, mistero e scandalo di tutta Firenze: la dimora di Bianca Cappello.
Siamo nel pieno del Cinquecento. Bianca, una giovane nobildonna veneziana dalla bellezza leggendaria, fuggì dalla Laguna per amore di un semplice impiegato fiorentino. Ma il destino aveva in serbo per lei qualcosa di molto più grande e pericoloso.
La sua grazia non passò inosservata a Francesco I de' Medici, il Granduca di Toscana, un uomo malinconico e introverso, appassionato di alchimia e segreti. Tra i due scoppiò una passione travolgente che sfidò le convenzioni dell'epoca. Francesco, pur essendo già sposato con Giovanna d’Austria, fece ristrutturare questo palazzo dal suo architetto di fiducia, il geniale Bernardo Buontalenti, per farne il nido d’amore della sua amante.
Osservate la raffinatezza dei dettagli, i grotteschi e le figure mitologiche che sembrano sussurrare vecchi segreti dalle pareti. Per anni, Bianca fu l'amante "ufficiale", odiata dal popolo che la chiamava "la strega veneziana" e detestata ferocemente dal cognato, il cardinale Ferdinando. Solo dopo la morte della moglie legittima, Francesco poté finalmente sposare Bianca in segreto, rendendola Granduchessa.
Ma il loro trionfo durò poco. Il mistero che ancora oggi avvolge questo palazzo e i suoi abitanti culminò nell'ottobre del 1587, nella villa medicea di Poggio a Caiano. Dopo una cena di caccia, Francesco e Bianca si ammalarono improvvisamente.
Morirono a poche ore di distanza l'uno dall'altra, tra sofferenze atroci. Veleno o malaria? Per secoli si è creduto che il cardinale Ferdinando avesse servito loro una torta all'arsenico per liberarsi finalmente della "strega" e salire al trono.
Studi recenti sui resti biologici hanno confermato la presenza di arsenico, riaccendendo un giallo che dura da oltre quattrocento anni, sebbene alcuni scienziati continuino a sostenere la tesi della febbre terzana. Ferdinando, divenuto Granduca, negò a Bianca persino la sepoltura nelle Cappelle Medicee insieme al marito, cercando di cancellarne la memoria. Eppure, guardando questo palazzo così armonioso ed elegante, capiamo che non ci è riuscito.
La casa graffita di Via Maggio resta lì, come un monumento eterno a un amore che ha sfidato il potere e la morte, una gemma scura incastonata tra le pietre di Firenze che continua a raccontare la sua storia a chiunque sappia ascoltare il vento tra i vicoli dell'Oltrarno.